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Lissa 1811

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Si inizia a lavorare sul serio. Ecco la flotta francese sul banco di lavoro. Appuntamento ad ottobre per Fumetti per Gioco 2012

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2 luglio 1863 – La carica di Pender – Seconda Parte

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Joe Mcghee, sergente della Compagnia G del 34° North Carolina, si morde nervosamente le labbra. Ormai è da diverso tempo che il Generale AM Scales ha fatto schierare la brigata per assaltare gli yankee. Ma l’ordine di attacco ancora non arriva. Che aspetta Pender? Intanto i federali si stanno dando da fare. Dove prima c’era solo una dolce collinetta con qualche reggimento, adesso c’è una ininterrotta linea di barricate. E dietro a quell’ammasso di legna si intravvedono anche le bocche da fuoco di diversi cannoni.

Diavolo! Avevano la possibilità di attaccarli sul fianco, poteva essere una passeggiata. Lo sarà ancora, ma verso l’inferno.

L’attacco di Pender

“Trentaquattresimo! Aaaavanti!” Il Colonnello William Lee J. Lowrance, sciabola sguainata, avanza davanti alle compagnie del North Carolina.

“Forza ragazzi, tocca a noi” sbraita Mcghee iniziando a marciare fucile alla spalla. Mezzo di miglio lo separa dalle linee blu.

La lunga linea grigio marrone, più per la polvere che per i colori delle divise  inizia ad avanzare. Gli sguardi di tutti sono puntati in avanti, mascelle serrate a cercare con gli occhi i movimenti degli yankee. Il sergente conta mentalmente la distanza che lo separa dalle barricate. Mancano duecento yarde. L’occhio viene attratto da un bagliore. E il segnale che l’inferno si sta per abbattere sul 34 North Carolina. I cannoni nordisti ruggiscono assordanti vomitando centinaia di libbre di piombo sulle  linee Confederate. Le compagnie sbandano un po’, ma continuano ad avanzare. Mancano solo cento yarde quando si scatena anche la fucileria. Gli uomini in grigio iniziano a cadere come birilli, il fuoco nordista è impressionante. Mcghee stringe i  denti e prega, sente che questa è la volta che incontrerà Dio.

L’attacco viene respinto

“Ritirata!” L’ordine arriva spezzato dal rombo dei cannoni. Gli uomini iniziano a retrocedere, schiena piegata. Qualcuno rispondendo al fuoco, altri semplicemente correndo a più non posso. Il tempo sembra interminabile, ma alla fine Mcghee si trova al riparo del boschetto che  lo aveva visto avanzare nemmeno mezz’ora prima. La compagnia  G è a brandelli, tutto il reggimento è malconcio.

Il Colonnello Lowrance è accanto a lui, zoppicante.  “Sergente, metta al lavoro i suoi uomini. Fortifichi la posizione prima che gli yankee arrivino per completare il lavoro”

I Confederati fortificano le posizioni