Maj. Gen. George H. Thomas

Maj. Gen. George H. Thomas

“No better place to die”. Si racconta che questa frase, diventata poi famosa, fu pronunciata con fermezza dal generale Thomas nel consiglio di guerra dell’Armata del Cumberland che si tenne la sera del 31 dicembre 1862. La giornata aveva visto un violento scontro tra l’armata nordista guidata dal generale Rosencrans e quella confederata del Tennessee guidata dal generale Bragg. I sudisti avevano attaccato presto al mattino, prendendo di sorpresa gli uomini in blu e respingendoli in un angolo contro lo Stone River.
Alcuni dei generali di Rosecrans quella sera sentivano di aver perso la battaglia, ma non così la pensavano il comandante dell’armata oltre a Crittenden, che era alla guida della ala sinistra. Nè tantomeno il generale Thomas che, alla pressante richiesta che veniva fatta di ritirarsi, rispose: “Quest’armata non si muoverà di qui. Non c’è un posto migliore per morire.”

La storia gli dette ragione. Dopo un giorno di pausa, gli scontri ripresero il 2 gennaio 1863. I Confederati non riuscirono a scalzare i Federali dalle loro posizioni e alla fine, nonostante tutto il terreno conquistato e nonostante avesse inflitto perdite maggiori all’avversario, la situazione strategica sfavorevole costrinse Bragg a ritirarsi dal campo di battaglia.
L’esito dello scontro fu un toccasana per l’Unione, provata dalle tante sconfitte che Lee le aveva inflitto a Est.
Tanto che lo stesso Lincoln si congratulò con Rosencrans, scrivendogli: “Lei ci ha dato una vittoria duramente guadagnata a cui, se fosse stata invece una sconfitta, difficilmente la nazione sarebbe sopravissuta”
Questo succedeva 151 anni fa, presso Murfreesboro, Tennessee.

Oggi, salotto di casa mia, Trieste.

No Better Place To Die

No Better Place To Die

In modo molto meno cruento, con dei pezzi di cartone a muoversi su un bel foglio di carta colorato, la storia si ripete (forse).
No Better Place To Die è un gioco della serie  CWBS edito prima dalla “The Gamers,” ditta dell’autore del gioco Dean Essing, e ora dalla MMP che ripropone la battaglia di Stone River a livello di brigata. Mi riprometto di tornare in un futuro articolo per descrivere il sistema di gioco che merita ben più di due righe, ma per ora lascio la parola ai dadi.

Il piano di battaglia Confederato
Lo scopo di Bragg è quello di tagliare la linea di rifornimento dell’Armata del Cumberland.
Per ottenere questo obiettivo ordina al corpo del generale Hardee di colpire l’ala destra dell’armata federale lungo la Franklin Road, per poi continuare l’attacco lungo la Gresham Lane e oltre, fino ad arrivare alla ferrovia Nashville & Chattanooga (1). Il corpo del generale Polk avrebbe dovuto sostenere questa azione impegnando le truppe federali tra lo Stone River e la fattoria degli Harding (2).
Dall’altra parte del fiume, la divisione del generale Breckinridge avrebbe dovuto garantire la tenuta dell’ala destra dell’armata (3).

Il piano di battaglia Nordista
Anche Rosecrans intende attaccare l’ala destra dei ribelli. Ordina alla divisione di Van Cleve di attraversare lo Stone River al guado di McFadden (1) per attaccare e conquistare Wayne’s Hill. Di dar manforte a Van Cleve è incaricata la divisione di Wood che dovrà attraversare il fiume ad un guado un po’ più a monte (2). Raggiunto il primo obiettivo, cioè la conquista di Wayne’s Hill, sarebbe toccato al generale Thomas, che con le divisioni del centro dell’armata avrebbe dovuto spingersi oltre i ponti sullo Stone River all’altezza della confluenza con il Lylle Creek (3). All’ala sinistra comandata da McCook restava il compito di difendere la linea tra la Frankling Road e il Wilkerson Pike.

I piani di battaglia. In rosso i Confederati, in blu i Federali

I piani di battaglia. In rosso i Confederati, in blu i Federali

Fuori dalla sua tenda, il soldato Sylvester Beatty del 101° Ohio sta allungando la mani verso la tazza di caffè che si sta scaldando sul fuoco. È l’ora più fredda della notte, quella che precede l’alba e quel caffè fumante forse lo aiuterà a scacciare un po’ di gelo dalle ossa. Ma qualcosa va storto, all’improvviso la tazza non c’è più. Un secondo dopo Sylvester ha già imbracciato il fucile e corre verso le urla furenti del suo sergente, mentre con la coda dell’occhio vede le fiamme della seconda scarica della fucileria.
Sono le sei del mattino del 31 dicembre 1862 e i ribelli stanno arrivando.

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