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HO SACCHEGGIATO GORIZIA!

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Ed ecco il bottino:

I ricordini che ho acquistato sulle bancarelle di èStoria.

Sono orgoglioso di me: da solo ho notevolmente alzato il PIL dell’Italia. Se tra un po’ saremo fuori dal tunnel gran parte del merito sarà mia! 🙂

2 luglio 1863 – Verso Culp Hill: il dietro le quinte

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Nell’ultimo post vi ho raccontato dell’attacco confederato verso Culp Hill. Vi ho parlato di pedine, esagoni e mappe. Ma che dire degli uomini, quelli veri, quelli che sudano, imprecano, soffrono? Insomma che dire di coloro che hanno la responsbilità di lanciare…. i dadi?
Due di questo eroi sono Michele e Stefano che, per motivi di privacy, da adesso in poi chiameremo con gli pseudonimi di Mick e Ste’. Ho deciso di mettere un po’ di privacy anche in questo blog per evitare che il Garante si lamenti. “E perchè mai il Garante dovrebbe lamentarsi?” chiederete voi. Beh, mi sa che nonostante l’età anagrafica sarebbe difficile dimostrare che quattro quarantenni che giocano con dei pezzi di cartone colorato non siano solo dei bambinoni troppo cresciuti. E i bambinoni sono protetti dalla legge e dal WWF. E poi un po’ di privacy dà un bel tono di serietà ad ogni cosa, un po’ come quando ti infilano una fede al dito.
Ma parliamo un po’ dei nostri protagonisti. Che si può dire di Mick? Nulla di male, infatti il gioco è suo e non posso rischiare offenderlo che magari decide di reinscatolare il tutto.
E di Ste’? Che si può dire di Ste’? Nulla di male: ci riempie le serate di dolcezza… con le quintalate di cioccolatini che porta quando si gioca e che lui nemmeno guarda, visto che è a dieta. Insomma nemmeno di lui posso sparlare, che ai cioccolatini ci tengo.
Il quarto in questa partita è Andrea, che mi porta sempre a casa e a cui scrocco qualche coca-cola. Quindi figuratevi se mi metto parlare male di lui. E poi non centra nulla con questo post.
Infatti tutto si concentrerà attorno ad un tiro di dado. Nella vita reale siamo verso le dieci e mezza di sera. Fino a quel momento attaccare le truppe dell’Unione è stata una cosa frustrante e deprimente. I nordisti sono stati sfacciatamente fortunati con i dadi. D’altronde qual’è l’avversario che non lo è? Io non ho mai perso una partita se non per fortuna dell’avversario o perchè il regolamento era chiaramente sbagliato. Davvero.
Comunque siamo in un momento importante. Mick è riuscito a salire faticosamente lungo Culp Hill e a mettersi in una posizione di apparente vantaggio per assalire il nemico. Ma poi, metti un modificatore al tiro di dado qua e metti un altro modificatore là, l’attacco non sembra più tutta “‘sta figata”.
La situazione è ben rappresentata nella foto sottostante. Notate lo sguardo lievemente preoccupato di Mick mentre prende i dadi e quella sorniona di ‘Ste che già pregusta un altro fallimento degli straccioni in grigio.

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Dieci secondi dopo… il dado che, per parafrasare un vecchio detto triestino, “no el xè furlan” ha fatto l’occhiolino al Confederato. Il tutto è stato immortalato in quest’altra foto. Confrotatela la precedente: il sorriso soddisfatto e diplomaticamente seminascosto (ma solo “semi” nascosto) di Mick e lo sguardo tra il preoccupato e il deluso di ‘Ste.

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Tutto sommato siamo fortunati. Con quattro pezzi di cartone, un dado e qualche buon amico riusciamo a divertirci, dimenticare ogni cosa e distribuire anche un po’ di buonumore a chi ci circonda.

2 luglio 1863 – verso Culp Hill

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L'estremo fronte sinistro confederato. Al centro la divisione di Early (con la striscia marrone) che avanza verso Culp Hill. Le unità sotto Robinson e Cutler sono appena arretrate

Early osserva soddisfatto le pendici di Culp Hill. I ragazzi di Charlottsville e Stanton hanno colpito duro con i loro “Napoleone” i newyorkesi del 76°che tenevano il fianco destro della collina, costringendoli a lasciare le loro posizioni. E’ il momento che aspettava. Ora tocca alle brigate di Hayes ed Avery completare il lavoro. Le giacche grigie iniziano ad inerpicarsi lungo le pendici sassose del colle. Ad aspettarli ci sono i reggimenti di New York di Cutler. Robinson è accanto al suo subalterno per seguire personalmente l’avanzata dei ribelli.

I reggimenti della Louisiana sono innarrestabili. Scalzano uno dopo l’altro gli yankee dalle loro posizioni, nonostante le barricate di rami e tronchi che avevano costruito durante la notte. Hayes incita i  ragazzi dell’8° Louisiana, che nonostante le condizioni sfavorevoli riescono a prendere l’importante posizione sulla sinistra della collina.

L'ala destra del fronte. A nord Pender si prepara ad attaccare il III Corpo di Sickles. Al centro Hood sta affrontando l'ultima brigata di Buford.

Dall’altro lato del campo di battaglia, una provvidenziale azione autonoma del generale Warren ha tolto dagli impicci la brigata unionista di Randolph, che stava per essere attaccata sul fianco dalla divisione di Pender.

Intanto la divisione di Hood, dopo aver annichilito la brigata di Devin, si appresta ad affrontare l’altra brigata di Buford, comandata da Gamble.

L’andamento della prima ora di battaglia, durante la quale i Confederati non avevano dato gran prova di se, avevano spinto le truppe dell’Unione ad un atteggiamento molto aggressivo. Ma gli ultimi eventi sembrano aver fatto cambiare idea rispetto alla tattica da usare e lungo tutto il fronte le truppe nordiste non impegnate in combattimento hanno iniziato a lavorare di vanga e accetta per costruire nuove barricate dietro le quali difendersi dagli attacchi dei sudisti.