Home

2 luglio 1863, Gettysburg: com’è finita?

Lascia un commento

Ci eravamo lasciati con la divisione confederata di Pender che dopo il suo fallimentare attacco contro il III Corpo nordista si era ritirata per trincerarsi e leccarsi le ferite.

Nel frattempo sulla sinistra dello schieramento di Lee l’impeto degli scontri progressivamente cresceva. Alle otto del mattino l’importanza degli avvenimenti che si stavano sviluppando su Culp Hill era chiara a tutti: probabilmente era lì che si sarebbe decisa la battaglia.

Immagine

La situazione sulla sinistra Confederata alle otto. Al centro Culp Hill

La divisione di Johnston era seriamente impegnata dal XII Corpo. Stava subendo importanti perdite ma riusciva a tenere le posizioni e, soprattutto, stava impedendo che le truppe di Slocum potessero aiutare gli uomini di Doubleday alla loro sinistra.

Immagine

A sinistra Johnston contro Slocum, a destra Early contro Doubleday

Questi non erano riusciti a fermare la lenta ma continua avanzata della divisione di Early  e si stavano barricando attorno alla cresta di Culp Hill. Nonostante i nordisti avessero subito diverse perdite che si sommavano a quelle ricevute il giorno precedente, la posizione sulla collina pareva essere forte, anche grazie alla costruzione di più linee di barricate.

Nessuno si aspettava ciò che sarebbe successo di li a poco. Chiamati ad un ultimo sforzo dal loro generale, gli uomini in grigio si gettano sui nordisti con ferocia inaudita, irrompendo in ogni dove. Il I Corpo è allo sbando.

Immagine

Lo sfondamento di Early

La situazione dei nordisti, già seria, sembra precipitare quando la divisione di Rodes si getta nel buco che si è aperto nelle linee avversarie prendendo il IV Corpo di Howard sul fianco. L’azione di Rodes è coronata da un successo inaspettato quando un paio di reggimenti riescono a distruggere diverse batterie unioniste schierate su Cemetary Hill.

Immagine

Rodes interviene attaccando il IV Corpo

Lo schieramento nordista è piegato come un uncino, con gli ultimi reggimenti di Doubleday e due brigate di Howard che cercano di contenere l’attacco sul fianco. Sull’estrema destra federale il XII corpo è separato dal resto dell’armata, anche se in buona salute.

Immagine

La mossa decisiva?

La distruzione delle batterie su Cemetery Hill permette di dare il via a quello che potrebbe essere l’attacco decisivo: la divisione di Anderson viene lanciata contro l’XI corpo di Howard, che così si verrà a trovare compresso tra due divisioni confederate. Potrebbe essere la fine dell’ala destra dell’Unione e di tutta l’armata di Meade.

Immagine

Howard schiacciato tra Rodes e Anderson, ma alle sue spalle sta arrivando il V Corpo

Ma quando la situazione dell’armata di Meade sembra essere ormai definitivamente compromessa, ecco comparire proprio là, dove lo schieramento aveva ceduto, il V Corpo!

Riusciranno gli uomini Sykes a raddrizzare la situazione? Non lo sapremo mai, perché a questo punto abbiamo interrotto la partita.

Immagine

Alla fine della partita

Non sapremo mai chi avrebbe vinto la partita. Posso azzardare che se l’attacco di Anderson avesse avuto successo, nulla avrebbe potuto fare il V corpo per salvare la situazione.

Penso anche che la partita non si sarebbe conclusa con con una vittoria per le condizioni di vittoria dello scenario, ma per la distruzione di una delle due armate. Dopo due ore di combattimento il corpo di Doubleday era rimasto con solo 950 uomini (19 incrementi). Dall’altra parte la dvisione di Johnston aveva già perso oltre 50 incrementi a fronte dei 27 di Slocum. Se alle otto del mattino, dopo solo due ore,  una divisione sudista e un corpo nordista erano già stati distrutti cosa sarebbe rimasto in campo alle sette della sera, termine dell scenario? Mi azzardo a dire che non ci sarebbero state pedine sulla mappa. Noi abbiamo giocato senza utilizzare le regole della fatica e questo avrà influito in modo decisivo sulla grande quantità di perdite.

Andrea e Stefano erano al comando delle truppe nordiste

Perché abbiamo smesso? Diversi sono i motivi.

Il gioco è lunghissimo: quindici serate per fare quattro turni. Troppo.

Il gioco non è adatto per partite con più giocatori: è successo che durante una serata un giocatore non abbia toccato pedina o tirato dado.

Il regolamento è… pessimo. Mi spiace dirlo. Sembra una promessa non mantenuta. Ha delle cose buone, si intuisce che è un lavoro interessante e brillante… ma è scritto malissimo ed è pieno di contraddizioni.

Ha anche delle scelte discutibili, come la facilità con cui si possono costruire le barricate o alcune regole sull’artiglieria e sulla ritirata in terreni impervi (e a Gettysburg i terreni impervi sono dappertutto).

Peccato

Annunci

Lissa 1811

6 commenti

20120811-132637.jpg

Si inizia a lavorare sul serio. Ecco la flotta francese sul banco di lavoro. Appuntamento ad ottobre per Fumetti per Gioco 2012

2 luglio 1863 – La carica di Pender – Seconda Parte

2 commenti

Joe Mcghee, sergente della Compagnia G del 34° North Carolina, si morde nervosamente le labbra. Ormai è da diverso tempo che il Generale AM Scales ha fatto schierare la brigata per assaltare gli yankee. Ma l’ordine di attacco ancora non arriva. Che aspetta Pender? Intanto i federali si stanno dando da fare. Dove prima c’era solo una dolce collinetta con qualche reggimento, adesso c’è una ininterrotta linea di barricate. E dietro a quell’ammasso di legna si intravvedono anche le bocche da fuoco di diversi cannoni.

Diavolo! Avevano la possibilità di attaccarli sul fianco, poteva essere una passeggiata. Lo sarà ancora, ma verso l’inferno.

L’attacco di Pender

“Trentaquattresimo! Aaaavanti!” Il Colonnello William Lee J. Lowrance, sciabola sguainata, avanza davanti alle compagnie del North Carolina.

“Forza ragazzi, tocca a noi” sbraita Mcghee iniziando a marciare fucile alla spalla. Mezzo di miglio lo separa dalle linee blu.

La lunga linea grigio marrone, più per la polvere che per i colori delle divise  inizia ad avanzare. Gli sguardi di tutti sono puntati in avanti, mascelle serrate a cercare con gli occhi i movimenti degli yankee. Il sergente conta mentalmente la distanza che lo separa dalle barricate. Mancano duecento yarde. L’occhio viene attratto da un bagliore. E il segnale che l’inferno si sta per abbattere sul 34 North Carolina. I cannoni nordisti ruggiscono assordanti vomitando centinaia di libbre di piombo sulle  linee Confederate. Le compagnie sbandano un po’, ma continuano ad avanzare. Mancano solo cento yarde quando si scatena anche la fucileria. Gli uomini in grigio iniziano a cadere come birilli, il fuoco nordista è impressionante. Mcghee stringe i  denti e prega, sente che questa è la volta che incontrerà Dio.

L’attacco viene respinto

“Ritirata!” L’ordine arriva spezzato dal rombo dei cannoni. Gli uomini iniziano a retrocedere, schiena piegata. Qualcuno rispondendo al fuoco, altri semplicemente correndo a più non posso. Il tempo sembra interminabile, ma alla fine Mcghee si trova al riparo del boschetto che  lo aveva visto avanzare nemmeno mezz’ora prima. La compagnia  G è a brandelli, tutto il reggimento è malconcio.

Il Colonnello Lowrance è accanto a lui, zoppicante.  “Sergente, metta al lavoro i suoi uomini. Fortifichi la posizione prima che gli yankee arrivino per completare il lavoro”

I Confederati fortificano le posizioni

Ci son voluti due anni, ma li ho finiti!

6 commenti

Tataaaaa! Ci sono voluti due anni, ma alla fine eccoli qui, i miei alpini per flame of war.

Premetto che mi sono preso un po’ di libertà e che ci sono delle ehm… qualcuno le chiama licenze poetiche, qualcun altro scelte dell’ultimo minuto, altri ancora errorucci… per cui non li porterei ad una mostra di modellismo, ma su un tavolo da gioco fanno la loro sporca figura.

Ecco l’esercito al completo:

La compagnia al completo

La lista è tratta dal librone sul fronte russo, ma gli Alpini li ho imbasettati per la Grecia, fronte più consono.

Parliamo del battaglione Tolmezzo dell’ 8° Reggimento della Julia.

I plotoni ve li ho già mostrasti qualche mese fa, ora vi presento i nuovi arrivati, a partire dal Comando di compagnia, completo dell’ Eroe Sconosciuto:

Comando di compagnia e Unknown Hero

Poi il plotone con i mortai da “81”:

Compagnia Mortai da 81/14

e il genio guastatori. Onestamente non ho idea se in Russia o Grecia ci fossero guastatori degli Alpini. Io li ho fatti con le insegne del XXX Battaglione Genio Guastatori Alpino:

XXX Battaglione Guastatori Genio Alpino

Poi i supporti, tutti provenienti dalla Divisione Celere “PADA” Principe Amedeo Duca D’Aosta. Partiamo da una vista d’insieme dell’artiglieria:

Ed in particolare:

I Gruppo Obici 100/17 del 120° Reggimento di Artiglieria Motorizzata con il loro comando:

I Gruppo Obici 100/17

II Gruppo Cannoni da 75/27:

II Gruppo Cannoni 75/27

Ed infine il martello dell’armata: Il II plotone, della II compagnia del LXVII Battaglione Bersaglieri Corazzato L6!

II Plotone, II Compagnia, LXVII Battaglione Bersaglieri Corazzato L6

Finirli per me è stata un’impresa e nonostante non siano perfetti, sono molto orgoglioso di loro.

Ma ora devo affrontare un’ultima grande sfida: dove cavolo li metto???

Devo crescere, accidenti! Devo diventare un adulto! Prometto di non comprare più piombo e di non iniziare un altro progetto prima di aver risolto il problema!

…..

Lissa 1811 🙂

2 luglio 1863 – La carica di Pender – I parte

Lascia un commento

Il generale Lee osserva con attenzione l’attacco su Culp Hill. La situazione è ancora fluida e ci sono dei punti critici, ma Ewell sta usando bene le sue divisioni e la conquista dell’importante collina appare a portata di mano. Con il cannocchiale scorre tutta la linea del fronte e il volto si scurisce quando vede il polverone che si solleva alla destra del front dell’Unione, segno di una gran numero di uomini in marcia.

“Ambrose, cosa succede laggiù” chiede rivolto a Hill, il generale al comando del 2° Corpo Confederato.

W.D. Pender

“Sembra che stia arrivando un altro Corpo federale… credo sia il secondo, quello comandato dal vecchio Hancock”

Lee appare meditabondo “Hancock… Ambrose, dobbiamo impedire che quegli uomini vengano mandati contro Ewell.”

“Ci penso io, Generale!” Dopo un perfetto saluto militare parte al galoppo verso le sue divisioni. Passa davanti a quella di Anderson e arriva da Pender, che sta tenendo l’estremo fianco sinistro confederato.”William, il vecchio ci chiede di impedire ad Hancock di dirigersi verso Ewell. Io un’idea ce l’avrei.”

Pender riceve l’ordine di attacco

Il Brigadiere Generale Humphreys non è per nulla tranquillo. “Devi tenere il fianco con la tua divisione” gli hanno detto. Già, facile. Sennonché al momento la sua divisione è composta da una sola brigata. E che Dio lo fulmini se davanti a lui non c’era un’intera divisione yankee che si preparava ad avanzare su di lui.

“William” dice rivolgendosi al comandante della seconda brigata “credo che tra un po’ qui farà caldo e non per questo clima infernale. Prepara i tuoi uomini e manda un messaggero al generale Sickles per metterlo al corrente di quello che sta per succedere. Avremo bisogno di una mano”.

“Sicuro signore. I miei uomini sono in gamba, ma non potranno reggere per sempre contro un’intera divisione.”  Il colonello Brewster si fa pensoso. “Spero solo che ci lascino il tempo per costruire un po’ di difese”. Inizia a dare gli ordini ed in pochi minuti già si vedono le prime opere difensive spuntare davanti alle linee dei soldati in blu, mentre un messaggero a cavallo ha già raggiunto il comando del Corpo d’Armata.

La brigata di Brewster inizia a costruire i primi ripari, mentre il resto del III Corpo si sta muovendo in loro aiuto. Pender non si è ancora mosso.

HO SACCHEGGIATO GORIZIA!

Lascia un commento

Ed ecco il bottino:

I ricordini che ho acquistato sulle bancarelle di èStoria.

Sono orgoglioso di me: da solo ho notevolmente alzato il PIL dell’Italia. Se tra un po’ saremo fuori dal tunnel gran parte del merito sarà mia! 🙂

2 luglio 1863 – Verso Culp Hill: il dietro le quinte

Lascia un commento

Nell’ultimo post vi ho raccontato dell’attacco confederato verso Culp Hill. Vi ho parlato di pedine, esagoni e mappe. Ma che dire degli uomini, quelli veri, quelli che sudano, imprecano, soffrono? Insomma che dire di coloro che hanno la responsbilità di lanciare…. i dadi?
Due di questo eroi sono Michele e Stefano che, per motivi di privacy, da adesso in poi chiameremo con gli pseudonimi di Mick e Ste’. Ho deciso di mettere un po’ di privacy anche in questo blog per evitare che il Garante si lamenti. “E perchè mai il Garante dovrebbe lamentarsi?” chiederete voi. Beh, mi sa che nonostante l’età anagrafica sarebbe difficile dimostrare che quattro quarantenni che giocano con dei pezzi di cartone colorato non siano solo dei bambinoni troppo cresciuti. E i bambinoni sono protetti dalla legge e dal WWF. E poi un po’ di privacy dà un bel tono di serietà ad ogni cosa, un po’ come quando ti infilano una fede al dito.
Ma parliamo un po’ dei nostri protagonisti. Che si può dire di Mick? Nulla di male, infatti il gioco è suo e non posso rischiare offenderlo che magari decide di reinscatolare il tutto.
E di Ste’? Che si può dire di Ste’? Nulla di male: ci riempie le serate di dolcezza… con le quintalate di cioccolatini che porta quando si gioca e che lui nemmeno guarda, visto che è a dieta. Insomma nemmeno di lui posso sparlare, che ai cioccolatini ci tengo.
Il quarto in questa partita è Andrea, che mi porta sempre a casa e a cui scrocco qualche coca-cola. Quindi figuratevi se mi metto parlare male di lui. E poi non centra nulla con questo post.
Infatti tutto si concentrerà attorno ad un tiro di dado. Nella vita reale siamo verso le dieci e mezza di sera. Fino a quel momento attaccare le truppe dell’Unione è stata una cosa frustrante e deprimente. I nordisti sono stati sfacciatamente fortunati con i dadi. D’altronde qual’è l’avversario che non lo è? Io non ho mai perso una partita se non per fortuna dell’avversario o perchè il regolamento era chiaramente sbagliato. Davvero.
Comunque siamo in un momento importante. Mick è riuscito a salire faticosamente lungo Culp Hill e a mettersi in una posizione di apparente vantaggio per assalire il nemico. Ma poi, metti un modificatore al tiro di dado qua e metti un altro modificatore là, l’attacco non sembra più tutta “‘sta figata”.
La situazione è ben rappresentata nella foto sottostante. Notate lo sguardo lievemente preoccupato di Mick mentre prende i dadi e quella sorniona di ‘Ste che già pregusta un altro fallimento degli straccioni in grigio.

20120506-234002.jpg
Dieci secondi dopo… il dado che, per parafrasare un vecchio detto triestino, “no el xè furlan” ha fatto l’occhiolino al Confederato. Il tutto è stato immortalato in quest’altra foto. Confrotatela la precedente: il sorriso soddisfatto e diplomaticamente seminascosto (ma solo “semi” nascosto) di Mick e lo sguardo tra il preoccupato e il deluso di ‘Ste.

20120506-234104.jpg
Tutto sommato siamo fortunati. Con quattro pezzi di cartone, un dado e qualche buon amico riusciamo a divertirci, dimenticare ogni cosa e distribuire anche un po’ di buonumore a chi ci circonda.

Older Entries Newer Entries